(non) gotys

Torno sul luogo del delitto quando le orme mie un po’ fredde sono, postponendo pure i verbi per far vedere che di tempo ne è passato. Non così tanto, in verità, ma comunque un po’ sì. Come spesso capita apro con delle scuse perché non sono affatto un grafomane e quando mi tocca di scrivere tutto il dì per portare a casa il pane poi dopo non sono molto motivato a bloggare, spero vorrete perdonarmi. Negli ultimi mesi mi è passata un po’ di roba per la testa ma sono stato abbastanza fortunato da poterla buttare sulla carta stampata e quindi a monetizzarla mentre da questo blog ci cavo tanta stima ma ben poco altro. Ma bando ai preamboli è giunto il momento dei giochi dell’anno, che bellezza. In verità devo essere sincero non è che mi ricordi benissimo tutti i miei pensieri sui giochi di quest’anno ma penso, spero, che mi torneranno fuori. In realtà, come spesso mi capita, non premierò nessuno degli scontati e penserò un po’ fuori dai bordini rossi del classico foglio di quaderno delle medie. Quindi oggi diciamo che scarto un po’ di teste coronate, comunque celebrandole (almeno implicitamente prima del taglio) poi in seguito passeremo alle premiazioni così non mi affatico troppo.

gtav

Tanto per iniziare per me non è gioco dell’anno GTA V, anche perché sarebbe riduttivo e poi, dopo l’entusiasmo iniziale ha cominciato un po’ a starmi sulle scatole per una lunga serie di motivi.  Il primo è che fondamentalemente è uno di quei giochi a cui piace parlarti addosso, ma non solo verbalmente, olisticamente. Lui ti mostra, si mostra, non si fa scoprire, ti si impone così com’è. Come il collega eccessivo un po’ sgarbato con molta pervicacia un po’ sguaiato (anche se in fondo è simpatico). C’è chi ha detto che è un gioco che non ha paura di mostrasi gioco (mi sembra l’amico Peduzzi e anche Bortolobit su ign.it) ma io dissento fortemente, a me sembra che invece è tutto il contrario. Lui sa di essere videogioco ma mentre ti parla non ne è propriamente convintissimo, te ne accorgi perché ti blatera addosso, come quando qualcuno ti sta raccontando una roba arrabattata e che costruisce la sua argomentazione e la sicurezza man mano che la espone (ma traballa e te ne accorgi). E poi le donne le ha trattate troppo male, in maniera imperdonabile. Inoltre mi sembra che la formula debba essere rinnovata, non fa più le scintille ed è dispendiosa in puro stile americano, una porzione XXL di patatine fritte che non finirai mai. Quindi via i dente e via il dolore come Trevor con la tenaglia, ma anche con quella roba lì della tortura e del waterboarding che cacchio pensavano in Rockstar? Ricerca del sublime o semplice pirlaggine? C’è sempre ‘sta cosa di mezzo che non si capisce se c’è o ci fa.

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Binfinite, che è stato sul cazzo a un’infintà (sic) di persone e non ho capito perché. Poi l’ho ripreso in mano un po’, anche con il DLC Burial at the e Sea in cui mi sembra che Irrational ci si sia un poco incassata e incartata. Capisco le obiezioni e le accetto e in parte sono d’accordo: legnoso,  inscatolato, semplicistico, poco profondo per quanto riguarda il gameplay. Però vuoi mettere l’orchestrazione narrativa, quel finale pazzesco e tutte le congetture che ci puoi fare? Qualcuno l’ha definito il Lost del videogioco, forse Peduzzi stesso che ormai è quasi una mia propaggine, e non si può non essere d’accordo, nel bene e nel male. Anche quando si comincia un po’ a svisare con la meccanica dei quanti (cfr. Burial at Sea, veramente non si capisce un cappero). Elizabeth che vorrebbe essere l’inizio di una nuova femminilità videoludica fallisce un po’, in confronto molto meglio Ellie, ma non posso dire che non mi sia piaciuta. Il problema di fondo di Bioshock Infinite è che è un gioco disonesto (per vedere della disonestà come categoria critica leggere il post apposito che avrà anche quello qualche mesetto sulla groppa) perché è chiaro che le sue ambizioni interne si scontrano e si fagocitano, che il game designer si scontra con il narratorsceneggiatore. E questa è una cosa abbastanza imperdonabile, forse. Ma in realtà poi no perché la scenografia è così strepitosa e ci sono quei momenti bellissimi e una quantità di rimandi simbolico-metaforici veramente imprendibili per gran parte dell’industry. Ho già tutti i miei appunti per scriverne bene, un giorno o l’altro forse chi lo sa. Ma comunque no, giù nello scarico, come Songbird (spoiler).

lastofus

Se avete già letto qualcosa di mio qui in giro potete già immaginare che nemmeno The Last of Us ce la fa, quello che ho pensato di The Last of Us è tutto scritto nel post apposito e leggetevelo perché l’ho rifatto anch’io poco fa e mi sembra ancora carino. Per tutti i suoi problemini e per il fatto che, a mesi di distanza, è più l’amaro che mi resta in gola (a ripensarci) per le cose sprecate e le suo micro/macro disonestà che i ricordi splendidi della Meravigliosità che si porta appresso a ridosso degli eccidi. Tipo lo strepitoso inizio della primavera con le giraffe in quel memorabile Colorado con Ellie con i vestiti che svolazzano nella brezza o l’incredibile passaggio fra autunno e inverno, la caccia da Hunger Games (perché era proprio questione di fame) con arco in resta e lo scontro fra i due e la comunità che non si sa bene chi è il cattivo vero (se il mostro della montagna con il piccolo demonio o i cannibali pedofili) il che mi è piaciuto tantissimo. Però anche questo non basta, per me, purtroppo, ehi c’è un clicker dietro l’angolo!

gonehome

Non ce la fa nemmeno Gone Home, per quanto magistrale in cura e degno d’encomio. La narrazione ambientale dimostra di poter essere un genere a sé stante che si regge su magri trampolini il che è cosa buona. Eppure si vedono i bastoni che reggono la struttura in cartapesta, i limiti del budget, il talento non scintillante e puro (come quello di un Levine, tanto per dire) e per questo, almeno per me, è tutto un po’ cascato giù. Non mi è piaciuta nemmeno la vena nostalgica ’90 che è anche troppo piaciona per quelli della mia generazione, forse sono un po’ troppo malizioso e ci trovo del male, ma anche loro avranno fatto i loro calcoli. Nell’indie poi hanno fatto meglio che invece se la giocheranno fra i vincenti.

Chi se la smazzerà allora? State sintonici!

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