Monthly Archives: April 2013

infinitamente

binfinite

Mi sento scemo a parlare di Infinite, visto che l’hanno fatto tutti in un modo o nell’altro. E poi arrivo anche tardi. Non lo faccio, non tanto per pigrizia (ma anche sì, dai) ma perché mi riservo le cartucce per scrivere qualcosa di più corposo, agglomerato e soddisfacente, tipo un’appendice ulteriore del libro che scrissi ormai qualche tempo fa. Binfinite (questo è il nomignolo che gli è stato affibbiato) nel bene e nel male è diventato ricettacolo di riflessioni più o meno serie, più o meno calzanti (secondo me), più o meno tutto.

Ha avuto un impatto pazzesco sulla critica (è un bell’inizio 2013 con tanti giochi che fanno discutere soprattutto i critici, i giornalisti, è un cosa buona, ottima) raccattato voti mostruosi a destra e a manca ma anche improperi da non poche voci. È un gioco così bello che fa stridere i binari, quasi li divelge, eppure già solo il fatto che i binari ci siano manda un po’ tutto a ramengo, come a dire “È un treno, scemo, mica un aereomobile, che ti credevi?”.

In realtà forse è untrenaeromobile e ai fan dei treni, critici esimii dei treni, esperti dei treni, causa qualche conato e stranezza, ma chi invece è fan dei mezzi di trasporto in generale apprezza. Apprezza il coraggio, la visione e anche la volontà di restare attaccato all’idea del treno ma aggiungere qua e là tocchi di classe, bravura aperta, decorare i vagoni, fare un Orient Express pazzesco che si spiega non con la pura e semplice abilità certosina dell’artigianato e della tecnologia ma per quello che nasconde e suggerisce implicitamente. Sembra una reggia semovente fluttuante, Castle in the Sky, invece è un treno, un treno meraviglioso perdinci però.

Elizabeth è l’esemplificazione calzante di tutto ciò. È più di quello che è e sembra più di quello che è, ma è chiaro a tutti che è quello che è. Eppure funziona perfettamente, amabilmente per quello che vuole sembrare e non per quello che è. Infinite è così, è un grande sembrare che non sempre è essere ma, per qualche motivo inspiegabile, funziona come per incanto. È un’estrusione della “theme-park philosophy”, all’ennesima potenza. È un treno che sembra una reggia aeromobile, sfrecciante, ma resta un treno. Questo non deve fare schifo, sarebbe sciocco e pretenzioso. Se non l’avete fatto, giocatelo, ci riaggiorniamo presto.

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