Monthly Archives: March 2012

Bittantizzati: Gameslab @ Setificio Carcano (CO)

Il prode Matt dà un po’ di spazio all’iniziativa portata avanti con gli amici/colleghi Andrea e Luca. Portare i videogame al liceo? (un’altra volta perché l’avevamo già fatto per lezioni di game culture ma questa volta è stato un progetto ambiziossissimo). Non ci impiego più parole, andate a leggere direttamente sui link. In ogni caso, perché no se i risultati sono così buoni?

Ringrazio ancora una volta la professionalità di Luca ed Andrea, i ragazzi, carinissimi e il corpo docenti del Setificio. Magari un giorno o l’altro aggiungerò qualche considerazione personale sulla Videoludodidattica (era mia intenzione ma non ce l’ho fatta con gli impegni vari di ogni sorta), tra l’altro adesso sono troppo concentrato a metabolizzare il finale di Mass Effect 3.

Link 1  @mattscape
Link 2 @ludologica

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Resident Evil o Industria Cattiva?

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Ma l’industria è buona o cattiva? Uso industria come calco italofono dell’inglese industry, che per sineddoche morfologica è diminutivo di game industry ma anche digital entertainment industry. Sono sul treno regionale quindi la scrittura sará un po’ cosí. Qui lo dico e lo nego in questi giorni sono un po’ imbestialito verso l’industria e non penso che sia buona per niente, anzi ho perso un po’ la speranza sono abbastanza mortificato mi viene da mandarla a quel paese.

Per prima a farmi pensare male ci si impegna Apple, che ho già scritto in uno stralcio che mi sta qui. Ecco Apple lancia il nuovo iPad che è mostruosamente potente e tutti dietro a gridare al miracolo, non solo l’applepopolo o aspirante tale, ma anche l’industria, l’industria lo trova interessantissimo.

Io lo trovo una presa per il culo soprattutto per chi ha preso l’iPad2 una settimana fa, considerandolo (come spesso capita quando si spendono sei bombe) un investimento. Apple, bisogna dirlo, ha un rapporto con i suoi consumatori del tutto piramidale e assolutamente autoritario. Si è costruita un’immagine di affettuosa qualità dall’alto della quale si permette di fare un po’ quel che le pare alla faccia di tutti, perché i consumatori non si lamentano, anzi sono grati e sborsano in silenzio.

Apple ha questa politica affettiva un po’ lurida, pornografica basata su potenza, chassis carenati argentei e un senso di elitaria indifferenza veramente snob e insopportabile. Sul treno poco lontano da me un signore anziano del comune della Bassa di Samoggia (o Castelfranco, ma non domando), vestito come si veste un pensionato di un comune agricolo, sfoggia un MacBook ultimo modello, ma perché? Perché non un Acer da due soldi? Perché ormai nessuno compra altri portatili, è un dato di fatto. E se dagli Air sono tentato io, con tutte le riserve di cui sopra, figurarsi gli altri.

Tornando all’industria, l’industria è felice dell’iPad III, è felice di Apple e ci credo bene chi non vorrebbe essere Apple? Ne sa qualcosa BioWare che con il suo Mass Effect 3 butta nel cesso gli Shepard di centinaia di migliaia di persone come se niente fosse, dice che lavorerà ad un fix (e chi lo sa) e lascia bollire nel brodo centinaia di pagine di forumisti incazzati come vipere. BioWare fa giochi affettivi e dai giochi affettivi l’utenza si aspetta qualcosa di diverso da quello che si aspetta dai rivenditori di hardware affettivato di Cupertino, devono essersi confusi perché non hanno tutto questo potere.

Sto giocando a Mass Effect 3, ho bypassato il bug delle facce con relativamente poco lavoro ma ho avuto fortuna, sono ad un terzo del percorso e le mie impressioni non sono proprio lusinghiere, e dico in senso olistico, ha un sacco di bachi imprecisioni bruttezze, scontatezze e la cosa che mi fa più incazzare è che nessuno in sede di recensione le ha notate né ne è stato influenzato in maniera radicale. Mass Effect 3 è un po’ il Ritorno dello Jedi, tanti fuochi artificiali e momenti emotivi, la sostanza peró è già stata data in precedenza e, soprattutto, impacchettata meglio. Alcuni bug sono veramente intollerabili, zone con superstiti da salvare che non si caricano causando la morte degli stessi (e poi ti fanno pure la ramanzina), trigger che non scattano, cut-scene disarticolate, il doppiaggio italiano poi ha dei momenti di incasinamento degli asset con Liara che mi dice che sono «brava». Un piccolo gioioso pasticcio (però Shepard lo doppia Moneta, che manna) insomma, ma prima di esprimermi aspetteró di finirlo com’è giusto che sia.

Tornando al terzo iPad, è potentissimo facciamoci un sacco di giochi! Ma sì! In realtà no, sarò un tradizionalista ma penso che l’industria, malgrado sbavi, abbia assolutamente più da patire da Apple che da guadagnarci. Apple ha elevato all’ennesima potenza il casual gaming, ha trashificato l’unità-gioco rendendola mero orpello-medaglia-gioiello sullo scacchiere. Giochi a una roba una volta poi cestini, massimo due, il design in due anni si è già calcificato in mondi da risolvere e 3 stelle da raccoglere e non è colpa di Angry Birds, è colpa degli altri che non hanno fantasia è colpa di chi butta un euro in una gioco e non e pensa che contribuirà a creare una tendenza.

Non possiamo permetterci che il nuovo Tablet diventi un nuovo standard per l’ e-ntertainment perché non potremmo permetterci un mercato in cui ogni anno si cambi generazione o paradigma. L’inculata del price drop del 3DS è anche responsabilità di Apple, non è roba da Nintendo e lo sappiamo bene. Serve tempo, serve stabilità, a noi consumatori ma anche agli sviluppatori e ai designer, su iPad i giochi nascono già vecchi, morti, già non-giocati (bene) già dimenticati. Non è bello, è maligno.

È la stessa malignità che fa rinnegare a BioWare, già con Dragon Age 2, la narrazione condivisa e la possibilità di scelta vera (o presunta) e la customizzazione dell’utenza dell’esperienza di gioco che era suo caposaldo, ME4 se ci sarà sarà diverso. E poi Capcom che fa uscire Tekken x Street Fighter con 12 (dodici!) personaggi già su disco inaccessibili se non via DLC, viene tacciata di malignità o malizia (forse anche a ragione). Ma a ben pensarci l’ha sempre fatto dai tempi di Super Street Fighter 2 Turbo, e alla stessa maniera lo fanno altri giochi basati sulla performanza come gli sportivi di EA o PES. Scopriamo l’acqua calda, anzi bollente (nel senso che ci brucia). Forse l’industia è sempre stata malvagia e noi siamo sempre stati dei ciuccioloni naif con il pad in mano, è tempo di cambiare perché a me, mi fanno anche passare la voglia di giocare…

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Mass Effect 3 rant: face bug parte 2 (c’è gente incazzata là fuori, Shepard)

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74 pagine di post infiammati sul forum di BioWare non sono pochissime, ma BioWare ancora non ci dice quando (e se) rilascerà una patch per la sua débâcle delle facce importate di Mass Effect 3. Alcuni, sul forum, soprattutto chi si occupa di grafica e sviluppo per lavoro sostengono che sia impossibile aggiustare questa feature per tutta una serie di motivi (in primis la differenza del motore ma poi anche la nuova struttura scheletrica del modello e, infine, ) e BioWare stia facendo l’indiana apposta. Il fatto che il problema ci sia, e sia sostanziale però resta e resta anche il fatto che sicuramente là in Canada ne erano a conoscenza da fasi di progettazione arretrate e, malgrado ciò, non hanno fatto niente per rimediare. Una mossa senz’altro scorretta (anzi di più) e, per certi versi anche un po’ suicida perché lo sanno tutti che i consumatori di vg sono molto, molto esigenti.

Molti (sempre sui fori digitali) sostengono che sia una truffa e, effettivamente, ha tutti gli estremi per esserlo. Il selling point, non sussiste. In realtà la faccia, viene comunque importata, ma in maniera approssimativa (a chi più, a chi meno, il mio Shepard denzeliano sembra più Abu dei Simpson). All’interno dell’editor alcune delle scelte disponibili per la creazione che erano presenti negli scorsi editor, sono state inspiegabilmente depennate. Quindi c’è una malizia di base putrida e veramente truffaldina e questo, sono sincero, mi sta veramente sul cazzo e non può essere altrimenti.

Un altro punto da trattare è quello relativo alla stampa. Innanzitutto nessuno si sta occupando e/o interessando di questa cosa. Non so se sia perché, effettivamente, potrebbe anche essere considerata un fatto marginale (è peggio il frame-rate della versione per PS3) ma, in realtà, se ci si pensa bene c’è una malizia di fondo anche nella stampa che dovrebbe tutelare il consumatore. Nessuno in fase di recensione si è sognato mai di notare questo “lieve” difetto del prodotto che in realtà inficia in maniera radicale l’esperienza di gioco perché è legato ad uno dei capisaldi del marchio. Quindi è una malizia duplice del tipo, tu hai fatto una cappellata e io non lo dico perché altrimenti la gente pensa che recensisco roba a cazzo (e tale è, in effetti). Trovo in ogni caso poco etico recensire Mass Effect 3 senza aver giocato gli altri due, importando i savegame precedenti, in realtà è quello il modus ludendi vero e proprio, è disonseto. Nel mio post precedente un po’ giullare sulla cougarizzazione di Ashley mi domandavo “L’universo di Mass Effect si ricorderà di noi? ” la risposa è, dolorosamente: “No”.

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Mass Effect 3 rant: face bug

Avere per le mani Mass Effect 3 e non poterci giocare per colpa di un bug idiota che non permette di importare la faccia del proprio Shepard se ha più di un paio di episodi è quantomeno frustrante. Ma, cari BioWare, com’è che non ve ne siete accorti prima? Era un problema così difficile da identificare? Messo il disco nel lettore e vedendo che scaricava automaticamente un aggiornamento ho sperato in bene, in realtà il bug di cui praticamente tutti stanno parlando e flagella i giocatori statunitensi è ancora lì allegro e pacioso. Che poi non si tratta di una robetta di poco conto ma di una cappellata maxima.

È vero, la percentuale di giocatori che si sono sorbiti anche il primo ostico episodio è senz’altro minoritaria rispetto a quella di chi si è giocato solo il secondo episodio (contando anche la PS3) ma, santodio, dai! Se il mondo di gioco che deve riconoscerci per appagarci già in entrata non ci riconosce, come si fa? Diverse scelte fatte nel primo episodio influiscono sulla trama del terzo, quindi la possibilità era già stata vagliata (e ci mancherebbe altro, aggiungerei). Potrei fregarmente e giocare con uno Shepard con un’altra faccia oppure tentare di replicarla in maniera più fedele possibile, farmi un quasi Shepard. Già, potrei. Ma per favore.

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breve ritorno all’inferno

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Questo è uno di quei post serali, quasi notturni, che faccio. Solitamente sono farciti di errori e c’è un amico mio che se li legge tutti per bene, e poi mi fa il contropelo. È una delle sue soddisfazioni, una sorta di rivincita morale. Proprio questo amico mio, di cui non faremo il nome, si è rifiutato di giocare a Dark Souls perché gli ricordava troppo i Gdr occidentali che dispregia, ha mollato appena ha visto il character creator lui non li sopporta li trova sintomo di decadenza. Aveva una promo, è comprensibile, e poi c’è il mondo fuori di roba da giocare, però l’errore di confondere il diavoletto di From Software con uno Skyrim per esempio è superficiale e da lui non me lo sarei aspettato. Su questa cosa abbiamo quasi litigato, ho alzato la voce. Tornando a noi, leggendo un po’ di debat recente sulla stampa estera relativo al fatto che valga la pena o meno giocare a Dark Souls in ottica di economia gestionale del proprio tempo di vita (una polemica a catena fra Edge inglese e Kotaku e altri attori, che vi consiglio di andarvi a cercare se vi va, io non linko perché è tardi e poi ho anche un po’ di influenza e non vorrei fare scemenze); dicevo, leggendo mi è venuta voglia di rigiocarci a ‘Souls.

Apro l’armadio estraggo la mia copia, creo un nuovo PG (dove sono bloccato con il salvataggio precedente la situazione è grama se non si è completamente a proprio agio con i controlli e io me li ricordo poco, poi voglio provare una classe diversa) un bel cavaliere scintillante e parto per la rocca di Deadburg con lo stesso sentimento di meraviglia misto a paura, come se fosse la prima volta. Emotivamente ‘Souls ha un impatto di prima categoria e lo mantiene anche se è stato già sfogliato. Basta tiltare la camera verso l’alto dal punto di arrivo, dove c’è il Bonfire, e guardare le mura della cittadella, è una di quelle viste meravigliose che fa tenere il fiato dentro e ce ne sono già anche nel livello di tutorial.

Per quanto riguarda il gameplay, invece, mi sono stupito molto nel ritrovarmi a mio agio come sulla sella di una bicicletta che non si guidava da tempo. I nemici singoli non offrono molta sfida, addirittura vado di counter a catena tanto conosco i loro pattern di attacco. È una bella sensazione, quasi esaltante, anche se non sono ancora a mio agissimo con i comandi e ogni tanto mi prendo una perticata in fronte che punisce la mia sfrontatezza. È tardi, quindi vado a nanna, mi leggo un paio di manga sull’iPad (un nostalgico 3×3 occhi che mi ricorda il primo Kappa Magazine) e domani continuo un po’ (tempo permettendo). Poi uscirà Mass Effect 3 e non avrò più occhi per altro.

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