Monthly Archives: May 2010

Le cose che ci distraggono

Inutile commentare in questa sede il discorso di Obama, anche perché mi sentirei un po’ a disagio a farlo per svariati motivi, comunque forse non è un caso pochissimi giorni prima (forse solo due) mi sono imbattuto, in famiglia, in una situazione per certi versi simile. Baracco, nel suo discorso ai laureati (o diplomati, non so) di quella prestigiosa scuola di cui non facciamo nomi per motivi di sponsoring, sostanzialmente sosteneva che tutti gli ammenicoli digitali (e faceva di tutto il silicio un fascio tanto grande da farmi venire il mal di testa) fossero pericolosi e dannosi perché distraggono dai veri obiettivi di noi giovani, ovvero l’educazione e l’apprendimento (sic). Non è la prima volta che il presidente USA fa una di queste sparate, a ben ricordare ce n’era stata un’altra qualche tempo fa dello stesso medesimo tenore. Eppure, come molti ricordano, non era stato proprio Mr. Obama a portare la campagna elettorale americana su di un altro livello? Con uso spregiudicato del web 2.5 e dell’in-game advertising? O si tratta in realtà di un amish sotto mentite spoglie, che in fieri lascia carta bianca ai suoi collaboratori, oppure semplicemente è recalcitrante (nel senso che è uno che recalcitra).

La cosa che mi preoccupa è che le sue posizioni sono le medesime della maestra (età indefinibile) delle scuole elementari di mio cuginetto, che abita in un ridente paesino collinare di montagna. La suddetta, vieta alla sua classe di portare a scuola videogiochi e carte dei Pokémon perché sostiene che “distraggano i bambini che diventano ingestibili”. Questo diktat è applicato anche durante l’uscita di una settimana in collina più alta, chiamata fraternamente “settimana verde”. I bambini non possono portare con loro né le suddette mostruose carte, né videogiochi, né pupazzi di sorta; ma, un libro, sì. Dai miei zii lei è definita come un’insegnante “ferma” io do loro ragione, ma do all’aggettivo un’altra valenza e mi viene da aggiungerne altri non troppo lusinghieri. Posto che i bambini delle elementari di base sono facilmente distraibili e ingestibili, possono inventarti un mondo semplicemente con un mucchio di bastoncini, arrogarsi il diritto di sindacare come debbano gestire il proprio tempo libero è veramente assurdo. E poi, sì, meglio un bel libro, meglio quattro bambini in una camera che leggono in silenzio piuttosto che quattro bambini che giocano assieme e si divertono come bestie, poi diventano ingestibili.

È facile giocare la carta del divieto, dell’accusa, fare la sparata politica che trovi il favore dei genitori che, come te, capiscono poco e un cazzo di queste cose e finiscono per bersela. Meno facile è tentare di capire, studiare, applicarsi, mettersi in ballo per vedere che diavolo sono questi marchingegni inconcepibili. Magari si scopre che i bambini che giocano alle carte dei Pokémon riescono a fare somme a tre cifre a memoria con una velocità pazzesca, riescono ad elaborare strategie complesse (prima per emulazione e poi per invenzione) e hanno una memoria enciclopedica. Di fatto sviluppano un plusvalore cognitivo che tu, non riesci a sfruttare come vorresti e tenti (anche un po’ ottusamente) di inscatolare in tubi che ormai non vanno più tanto bene. E poi, scommettiamo, che ‘sti bambini (pure i tuoi Barack, pure i vostri genitori XY) non aspettano altro che farti/vi vedere come funziona il loro magico mondo di diavolerie?

Leave a comment

Filed under Pensierone

Il prezzo del mio divertimento

La memoria perduta di Kasumi, o come si voglia chiamare, l’ultimo DLC di Mass Effect 2 ha lasciato un po’ tutti con l’amaro in bocca. Sarà che 7 per una missioncina, un lavoretto, come quello forse non valgono la candela (al dilà delle citazioncine filmico-videogiochiche che, come dice Giovanna, non fanno la felicità). Anche perché gli Shepard fermi ai box dopo aver completato la campagna base si aspettavano ben altro pane per i loro denti. Per rendere più impegnativo e più lungo un livello che si è pagato un po’ di soldini, diciamolo, non è sufficiente farcire il medesimo di una sproporzionata quantità di mech pesanti. Sarebbe come fare una mappa di Doom con tre o quattro cyberdemoni uno dietro l’altro e un misero fucile a pompa a disposizione.

Certo, ci si mette un po’ a terminarla, ma è anche vero che è perché si passa gran parte del tempo dietro al riparo mentre i proiettili e razzi zigzagano abbaiando sopra le nostre teste (rasate, nel caso del mio Shepard). E proprio il mio comandate, mi sembra un po’ stanco. Lo vedo provato, ma forse è solo una mia sensazione, come se questo lavoraccio in cui si è imbarcato cominci a stargli effettivamente stretto. Poi mi chiedo se que 7 euros siano stati ben spesi (è vero che adesso l’euro è basso e quindi mi è costato, oggettivamente, non troppo) forse sì, forse no. Sicuro è che il content, soprattutto fruito terminato il tutto risulta avere un sapore senz’altro differente. Aspettiamo altro, magari un’espansione di un certo peso.

Leave a comment

Filed under Pensierino